Sono seduto a poppa di una barchetta in legno, l'acqua intorno a noi è blu scuro, quasi nero, immobile, se non ci stessimo scivolando sopra creando una leggera schiumetta bianca mentre avanziamo, potrei credere di essere sopra ad una lastra di lucido marmo.
La barca è governata da una figura silenziosa che non conosco, sento di non dover chiedere nulla e così faccio.
Quando approdiamo sull'isola, il mio traghettatore allunga la mano aperta, frugo nelle tasche e con sollievo ci trovo una monetina che avevo raccolto per terra e che avevo sempre portato con me come portafortuna, gliela consegno, soddisfatto se ne va lasciandomi solo sulla spiaggia deserta.
Mi guardo intorno, alte mura bianche circondano un giardino di cipressi, ma dove sono? perchè mi trovo qui?
Dal nulla all'improvviso, avanza un uomo e viene verso di me salutandomi come se mi stesse aspettando.
Benvenuto!
Grazie, dove mi trovo?
Ti piace qui?
C'è molta calma rispondo, per il resto non so.
Capirai presto, vieni, seguimi.
Mi cammina davanti, ho come l'impressione di averlo già visto, conosciuto, ma non saprei.
Di fronte a quella che potrebbe essere una grotta o un sepolcro scavato nella roccia bianca, si ferma e mi dice: com'è l'acqua oggi?
Scura! gli rispondo, scura, profonda, fresca forse, si può desiderare di entrarci, ma se la si osserva troppo a lungo...
Qui è dove starai tu di rimando lui, ci si vede in giro, e se ne va.
Entro nel buco che mi è stato assegnato, è carino, c'è un lettino scavato nella roccia tipo loculo, un tavolino, fogli di carta bianca, un pennino, una stufetta a legna e tante candele.
Penso che questa sia la mia nuova casa! Per il resto si vedrà.
Esco a fare un giretto, il tempo è mite, l'aria tiepida, nuvoloni neri in lontananza minacciano pioggia.
Salgo una scalinata di roccia bianca e arrivo all'entrata di un buco poco più grande del mio.
Guardo dentro, ci sono lumini ovunque ma non si vede nessuno, c'è qualcuno? Provo a chiedere.
Una voce dall'interno risponde: Sei l'ultimo arrivato vero? Com'è andato il viaggio? Ti hanno già assegnato il loculo? Si sta bene qui sai... Nessuno ti chiede di lavorare e mentre parla esce dal tugurio e mi si para davanti.
Gesù! Anche questo tizio mi sembra di conoscerlo ma non saprei definirlo.
Sono John mi dice piacere! Piacere mio rispondo, mentre continuo a chiedermi dove l'ho già visto.
Perchè mi guardi così, mi sei ostile? No, no, gli rispondo.
Nonostante io sia un anacronismo ex vivente? Mi dice ridendo, rido anch'io, la faccia mi si rilassa, lui lo nota e continua: Benvenuto in questa banda di idioti, ti troverai bene qui vedrai, adesso scusami devo proprio rientrare e scompare.
Sì, penso che un idiota come me non si troverà per niente male qui, comincio ad intuire qualcosa anche se non mi spiego.
Ehi tu! Sento berciare lungo la via, un uomo esce dalla sua dimora e mi grida: E tu chi sei? Pensavo di essere il solo qui. Proseguo facendo finta che non abbia una pistola in mano.
Salgo ancora, nel punto più alto dell'isola, c'è una grotta che diversamente dalle altre ha inciso sopra l'entrata una scritta: Il re.
Il re! mi ripeto mentalmente, c'è pure un re, pensa te! Mentre dando di spalle al muro osservo tutt'intorno.
Solo acqua, nient'altro che acqua, acqua nera e ferma.
Sento una presenza incombere dietro di me, non la vedo ma la sento, un timore immotivato, come la morte a vent'anni, mi fa rabbrivididre.
Mi giro di scatto e parlo: Te lo so chi sei! Gli dico, con quel naso lì, che solo gli Ebrei... Poi mi rendo conto che sto parlando ad un fantasma e indietreggio sulla difensiva.
Non saprei spiegarlo ma la sua faccia cupa ed accusatoria non mi respinge e standogli comunque a distanza gli parlo come fossimo vecchi conoscenti: Senti gli dico, come mai io sono qui?
Lui non risponde alla mia domanda e ridomanda: Come va il mondo?
È nel caos totale, gli rispondo prontamente.
Immaginavo, ma non è ancora finito però?
Non ancora gli dico ma credo manchi poco ormai.
Bene! Mi dice lui.
Ci riprovo: Senti Albert, penso di essere finito sull'isola degli scrittori suicidi, ma io non sono nè uno scrittore nè un suicida, come mai mi trovo qui?
È semplice, perchè hai immaginato questo stupido racconto:
David Foster Wallace: Ithaca 21 Febbraio 1962 - Claremont 12 Settembre 2008
John Kennedy Toole: New Orleans 17 Dicembre 1937 - 26 Marzo 1969
Guido Morselli: Bologna 15 Agosto 1912 - Varese 30 Luglio 1973
Albert Caraco: Istambul 8 Luglio 1919 - Parigi 7 Settembre 1971
Marco Bergo Bergonzi: Iseo 13 Gennaio 1966 - Serravalle 17 Marzo 2031